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Comin, Isabella,Vista dell'area est del castello dalla cima della torreComin, Isabella,Vista dell'area est del castello dalla cima della torre, con evidenza dei muri delle residenze rinascimentaliComin, Isabella,Vista dell'area ai piedi del castello verso villa Mirra dalla cima della torreComin, Isabella,Torre campanaria facciata sudComin, Isabella,Vista dell area mediana del castello dalla cima della torreLangella Emanuela,,,
DenominazioneCastello di Cavriana
Altre denominazioni
Tipologiasistemi fortificati
ComuneCavriana
Località
Indicazioni viabilistichePiazza Castello
Mappa
GeoreferenziazioneEst: 1625268.4001, Nord: 5023336.1554, Quota s.l.m: 0 mt
Diocesi
Descrizione
Il borgo di Cavriana sorge su una delle colline meridionali dell’anfiteatro morenico del Garda ed ha un’origine molto antica. E’ citato nell’inventario dei beni del Monastero di Santa Giulia (958) e in un diploma imperiale di Enrico II. La prima fase di fortificazione del borgo si fa risalire all’epoca della dominazione dei Canossa, successiva a quella della Curia mantovana e terminata nel 1115 d.C., con la morte della Contessa Matilde. Il castello, di proprietà prima dei Riva e poi negli ultimi decenni del XIII sec. dei Bonacolsi, nel 1328 passò alla famiglia Gonzaga, la quale riuscì ad impadronirsi prima di Mantova e poi di Cavriana. La posizione strategica e l'amenità del luogo lo resero la residenza extraurbana prediletta dai Gonzaga. Un forte intervento di rifacimento della Rocca fu attuato da Lodovico Gonzaga tra il 1458 e il 1462. Trasformò la rocca da semplice fortezza a rocca-palazzo con duplice funzione di baluardo militare e residenza signorile. I lavori furono diretti dall'ingegner Giovanni da Padova, con il quale Lodovico aveva un rapporto di stima e famigliarità. Il marchese Lodovico, appassionato di arte, seguì le fasi del cantiere e intervenne con idee e progetti propri. L'ingegner Giovanni fu affiancato dall'architetto Luca Fancelli per suggerimenti riguardanti la fornitura dei materiali, la definizione di alcuni elementi architettonici e la sistemazione degli interni. La decorazione pittorica delle sale fu affidata a Samuele da Tradate che lavorò su modelli disegnati dal Mantegna. A quel tempo Mantova era minacciata dalla potenza viscontea e per questo il castello viene ampliato e inserito nel sistema comunicativo a torri che permetteva di far giungere alla città in breve tempo, messaggi di eventuali pericoli incombenti. Da una di queste è stata ricavata l’attuale torre campanaria, inglobata nel Quattrocento nel massiccio torrione a scarpa che la caratterizza ancor oggi. Presenta intatti gli elementi risalenti alla fase bassomedioevale ai quali fu aggiunta la cella campanaria nel XVIII sec. Si trattava di una torre ad uso esclusivamente militare, aperta verso l'interno della rocca, dotata di scale e solai lignei e di un coronamento di merli.L'intero complesso, tendente al quadrilatero, si sviluppava su tre lati attorno ad un ampio cortile centrale, con sale e ambienti residenziali. Sul lato a nord vi era un porticato, probabilmente sovrastato da una loggia. Un secondo cortile di dimensioni ridotte si apriva ad ovest, mentre nell'angolo nord-ovest si trova la polveriera, ancor oggi ben conservata nel suo assetto originario, privato soltanto delle coperture. Sul lato meridionale vi era la terza ala dell'edificio, con altri ambienti residenziali affiancati da due torri. L'accesso al castello era consentito grazie ad un ponte levatoio che presupponeva la presenza di un fossato.Ma il castello ha un periodo breve di splendore perché durante la prima metà dello stesso secolo viene preso d’assedio, occupato e in parte demolito. Il paese è colpito dalla peste e la popolazione decimata. Il censimento delle strutture dei Gonzaga compiuto nel 1650 considera il castello ormai decaduto. Nel 1708 si assiste alla caduta dei Gonzaga e all’annessione del territorio di Cavriana ai domini austriaci. Il castello, ormai in rovina, però viene escluso dai progetti di ricostruzione dei sistemi difensivi. Nel 1749 vi è una parziale ricostruzione della loggia e del castello. Ad oggi restano alcuni tratti delle mura difensive del castello, una delle porte d’accesso, i resti della Rocca ed una delle sue torri di avvistamento, ricostruita nel XVII sec. ed adibita alla funzione di torre campanaria.
Elementi del complessoCinta muraria, rocca, torre campanaria.
CronologiaIn origine 905 circa. Seconda fase di costruzione ad opera di Lodovico Gonzaga (i lavori furono condotti dal 1458 al 1462). Rifacimenti nel XVIII sec.
Materiale e tecniche di costruzioneMuratura in ciottoli, pietre e laterizi. La tecnica costruttiva utilizzata per la faccia interna ed esterna delle mura di fortificazione e delle torri è quella di mattoni messi in opera in doppio strato. Per il più interno dei due strati, che non era visibile ad opera finita, furono impiegati anche pietre di raccolta e ciottoli. Lo spazio tra le due facce venne riempito con calcestruzzo misto a ciottoli e frammenti di pietre e laterizi, che una volta asciutto assunse la forma dei paramenti in mattoni che lo contenevano. Tolti laterizi, oggi resta l'anima in calcestruzzo. L'aspetto a zig zag, quasi a "gradoni", è dovuto alla messa in opera dei mattoni, che in questo modo risultavano meglio coesi al sacco.
Ambito culturaleDominazione dei Canossa. In seguito dominio gonzaghesco.
Legami storico-culturaliCanossa, Matilde di Canossa, Signorie dei Gonzaga- Mantova, famiglia Riva, famiglia Bonacolsi, famiglia Visconti, dominio austriaco.
ConservazioneIl castello ha subito diversi restauri negli anni. I più recenti avvenuti nel 2001, 2004 e 2011.
Progetti
Condizione giuridicaproprietà Ente pubblico territoriale
BibliografiaMantova : passeggiando per i 70 comuni alla scoperta di fiumi, laghi, canali, borghi, corti, pievi e campanili dell'antica terra di Virgilio e dei Gonzaga / di Renzo Dall'Ara ; fotografie di Toni Lodigiani
Castelli e torri dei Gonzaga nel territorio mantovano / Enzo Boriani
Cavriana / [testi a cura di Agnese Benaglia, Adalberto Piccoli e Ferrante Nardi ; fotografie di Egidio Foglia]
Ab ├Žstivis : primo contributo di arte e cultura dell'Alto Mantovano / a cura di Piervittorio Rossi
Ricerca storica e manutenzione dei beni culturali : elementi per l'uso di tecniche preindustriali : una metodologia per castelli, torri e chiese medievali / a cura di Renata Salvarani
I manoscritti di canto liturgico di San Benedetto Polirone / a cura di Stefania Roncroffi e Cesarino Ruini
Registro delle concessioni di terre e beni del Monastero di San Benedetto in Polirone, secolo 15. / a cura di Franco Canova, Galeazzo Nosari ; premessa editoriale di Bruno Andreolli ; prefazione di Attilio Bartoli Langeli
Storia di San Benedetto Polirone
L'abbazia di San Benedetto Po : storie di acque, di pietre, di uomini / fotografie di Arrigo Giovannini ; testi di Paolo Golinelli e Paolo Piva ; note alle immagini di Dario A. Franchini
San Benedetto Polirone : l'abbazia benedettina / a cura di Marco Maria Farina, Paolo Golinelli
Dal Correggio a Giulio Romano : la committenza di Gregorio Cortese / a cura di Paolo Piva, Egidio Del Canto
L' Abbazia di San Benedetto Po : dieci secoli di storia : l'impronta geniale di Giulio Romano / Servilio Leali
I secoli di Polirone : committenza e produzione artistica di un monastero benedettino : San Benedetto Po, Mantova, 12 aprile-30 giugno 1981 / catalogo della mostra
Da Cluny a Polirone : un recupero essenziale del romanico europeo / Paolo Piva ; prefazione di Fulvio Zuliani
Per la storia di un complesso edilizio monastico: San Benedetto di Polirone / Paolo Piva
Itinerari gonzagheschi nelle terre tra Oglio e Po : guida rapida : Rivarolo mantovano ...
I colori della memoria : Curtatone : ieri e oggi / a cura di Gabriella Annaloro ... [et al.]
- A. Benaglia, "Cavriana",Cavriana, 2007. - R. Salvarani ( a cura di ), "Ricerca storica e manutenzione dei Beni Culturali",ed. Diabasis, Reggio Emilia, 2011. - R. Dall'Ara, " Mantova. Passeggiando per i 70 Comuni", Mantova, 1984. - E. Boriani, "Castelli e torri dei Gonzaga nel territorio mantovano", Brescia 1969. - M.G. Beccari, "Ab aestivis : primo contributo di arte e cultura dell'Alto Mantovano, Cavriana e Volta: due esempi di architettura romanica nell'alto mantovano", Castiglione delle Stiviere 1991. - M. Palvarini Gobio Casali, "Ab aestivis : primo contributo di arte e cultura dell'Alto Mantovano, Per uno studio dei castelli dell'alto mantovano", Castiglione delle Stiviere 1991.
Sitografiawww.universitaeuropeadiroma.it
www.comune.cavriana.mn.it
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Aggiornata al20/12/2012
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